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La figura del Naturopata

La figura del NaturopataLa Figura del Naturopata

Cosa può fare un naturopata? Come può contribuire alla salute e benessere di un individuo? La Naturopatia è l’arte di guarire attraverso tutto ciò che è naturale. E cosa c’è di più naturale che rispettare i principi che regolano l’equilibrio fisiologico del corpo e della mente? L’uomo è un complesso sistema di corpo, mente e spirito; un agglomerato di sensazioni ed emozioni; un intreccio di relazioni ed esperienze. Ciascun individuo è memoria cellulare e psichica. Cosa può fare dunque un naturopata se non sostenere l’uomo nella sua ricerca di equilibrio, ogni qual volta lo perde a causa di un evento stressogeno interno o esterno? Un naturopata, da questo punto di vista, può essere paragonato a un giocoliere alchemico che con maestria potenzia i punti deboli partendo dai punti di forza presenti in ciascun sistema-uomo: che sia attraverso il corpo o la mente poco importa, ciò che conta è rinforzare e stimolare le naturali capacità di auto-guarigione del corpo e sostenere l’individuo mentalmente ed emotivamente. Tre livelli, organico, psichico ed emozionale, perfettamente integrati tra loro, in continuo divenire per il raggiungimento del proprio equilibrio dinamico.

Tra i principali obiettivi della naturopatia vi è, dunque, quello di stimolare la vitalità dell’individuo, potenziandolo in maniera naturale e non invasiva per risvegliarne la capacità di auto-guarigione. Questo, in effetti, è il primo principio su cui si basa tutta la filosofia naturopatica: Vis medicatrix naturae ovvero la fiducia nel potere di guarigione della natura. Il corpo ha una capacità innata di guarire da sé, se non ostacolato da uno stile di vita errato come una dieta alimentare non idonea, ritmi eccessivamente stressanti, un’attività mentale caratterizzata da emozioni negative e travolgenti, scarso movimento, assunzione di sostanze tossiche, tra cui anche quei farmaci non strettamente necessari. Un naturopata senza tale fiducia potrebbe farsi distrarre dal sintomo e non avere la pazienza necessaria per arrivare al riconoscimento e alla rimozione della causa da cui ha avuto origine. Quest’aspetto rappresenta il secondo importante principio di base della naturopatia: Tolle causam ovvero identificare e trattare la causa.

Per identificare l’origine del disagio, il punto  di partenza di ogni indagine naturopatica, è la valutazione delle condizioni generali di salute psico-biologica e dell’energia vitale del soggetto attraverso un’anamnesi svolta con l’aiuto di tecniche diagnostiche come l’iridologia, la riflessologia plantare e un approfondito colloquio attraverso l’ascolto consapevole. L’indagine esplorerà il vissuto personale del paziente dal punto di vista emozionale, relazionale e organico prendendo in esame la funzionalità dei diversi apparati d’organo (circolatorio, respiratorio, digestivo, urinario, nervoso), il livello del sistema immunitario, i sovraccarichi tossinici e le diverse intolleranze, il terreno costituzionale e orto molecolare tra cui vitamine, sali minerali, oligoelementi.

I trattamenti naturopatici, saranno differenti per ciascun individuo, ma tutti, per essere tali devono rispondere a un altro importantissimo principio: non nuocere al malato (Primum non nocere) ovvero occorre utilizzare metodologie e prodotti i cui effetti collaterali siano nulli o minimi.

L’obiettivo, non mi stanco di ripeterlo, è sempre quello di ripristinare l’equilibrio attraverso la stimolazione della capacità di auto-guarigione del corpo.

E’ facilmente comprensibile che questo non sia un risultato ottenibile limitandosi a sopprimere il sintomo; ancora meno ottenibile se s’inducono ulteriori squilibri, a causa degli effetti collaterali dei rimedi utilizzati. Se l’organismo, inoltre, è intossicato non sarà in grado di rispondere efficacemente ad alcun trattamento, se prima non si favorisce l’eliminazione delle tossine accumulate. Ecco perché, in tali casi, è sempre consigliabile un programma di disintossicazione, prima di procedere con gli opportuni rimedi richiesti dal caso.

Ritorniamo alla domanda iniziale: cosa fa, dunque un naturopata se non si occupa del sintomo? Abbiamo visto che si occupa degli squilibri al livello organico e psichico da un punto di vista bioenergetico e olistico ovvero si occupa dell’individuo nella sua globalità.

Questo vuol dire che lo accompagna nel suo percorso verso una nuova condizione di benessere, ma per poterci riuscire deve conquistare la sua fiducia al punto da indurlo a cambiare comportamenti e abitudini radicate nel tempo.

Non è semplice, infatti, chiedere a qualcuno di modificare il proprio stile di vita: si può fare in modo corretto e non invasivo, solo se si è compreso cosa voglia dire educare, parola che viene dal latino “educere” ovvero tirar fuori. Anche in quest’accezione, dunque, per il naturopata non è possibile standardizzare, dal momento che educare vuol dire portar fuori ciò che ciascuno ha dentro, partendo da quel nucleo unico e personale.

Il principio rimane valido per tutti: educare per rendere l’individuo indipendente e consapevole nel mantenere il miglior livello di salute e benessere per lui raggiungibile.

In questo senso il naturopata è un formatore e, in quanto tale, il suo campo principale d’azione dovrebbe essere la prevenzione. Purtroppo questo non è sempre attuabile, dal momento che non si è ancora diffusa una cultura, tale per cui, si fa ricorso alla naturopatia per conservare la propria salute, ma molto spesso si approda come ultima risorsa, quando ormai, anche la medicina ufficiale non ha trovato cure oppure non offre altre soluzioni.

Questo vorrebbe essere uno spunto di riflessione per promuovere su larga scala la naturopatia come stile di vita da seguire sin dalla più giovane età, al fine di preservare la condizione di salute di ciascuno.

Se “prevenire è meglio che curare” possiamo dire che “una dose di naturopatia al giorno, toglie il medico di torno”.

Relativamente ai trattamenti e alle tecniche specifiche il naturopata può spaziare su più fronti: dalla trofologia e diete alimentari, ai consigli di prodotti ed integratori che non richiedono prescrizione medica e può utilizzare diverse tecniche non invasive di riflesso- stimolazione o manuali.

In base alla sua preparazione ed esperienza si può occupare di pratiche molto varie:

  • iridologia
  • riflessologia
  • posturologia
  • aromaterapia
  • bioenergetica
  • cromoterapia
  • idroterapia
  • floriterapia
  • pranoterapia
  • Kinesiologia applicata
  • posturologia
  • ayurveda
  • musicoterapia
  • massaggi
  • tecniche di rilassamento
  • tecniche di meditazione
  • tecniche di comunicazione
  • tecniche corporee
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